Mogadiscio: cerimonia di riapertura della sede del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali

Si è svolta lo scorso 25 Febbraio a Mogadiscio la cerimonia di riapertura della sede del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali, alla presenza del titolare del dicastero, del Primo Ministro della Somalia, del titolare della sede AICS di Mogadiscio Guglielmo Giordano, oltre alla Vice Rappresentante della Delegazione dell’Unione Europea, all’Ambasciatore svedese, ai rappresentanti di varie agenzie delle Nazioni Unite, e altri funzionari governativi Somali. La cerimonia ha segnato il completamento dei lavori di ristrutturazione e di allestimento funzionale del Ministero, resosi necessari dopo l’esplosione di una auto bomba nei suoi pressi a Marzo 2019 che ne aveva non solo danneggiato la struttura e le suppellettili ma anche provocato diversi morti, tra cui lo stesso Vice Ministro del Lavoro. L’Italia ha contribuito ai lavori di ristrutturazione tramite un progetto affidato a UNIDO (esempio seguito anche dalla cooperazione svedese, per una piccola quota parte dei lavori), così come la fornitura delle attrezzature di ufficio sono state rese possibili grazie al programma congiunto UNICEF e PAM sulla protezione sociale finanziato in esclusiva dall’Italia.

Questo contributo italiano si deve considerare quindi come inserito nel quadro più ampio di supporto al rafforzamento delle capacità del Ministero del Lavoro già in corso da qualche anno. Tale programma ha portato lo scorso anno come risultato più evidente alla promulgazione della Legge di Protezione Sociale, che rientrava tra le priorità previste nella prima fase dell’iniziativa finanziata dalla Cooperazione italiana in merito alla promozione della Protezione Sociale in Somalia, realizzata congiuntamente da UNICEF e PAM. È attualmente in corso la seconda fase del suddetto programma, sempre finanziato dall’Italia a favore di UNICEF e PAM, che mira alla messa in opera della suddetta legge. L’assistenza sociale prevista dalla normativa è, da qualche mese, messa in atto dalla Banca Mondiale, per quanto riguarda le zone rurali (65 MUSD in 4 anni), mentre per le aree urbane l’assistenza sarà fornita grazie ad un considerevole finanziamento dell’Unione Europea (28MEuro in 3 anni).

Il primo ministro Hassan Ali Khayre ha elogiato gli sforzi del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali per la ricostruzione. “Il settantacinque percento della nostra popolazione è giovane e disoccupata, il che spiega l’importanza di questo Ministero. La cancellazione del debito della Somalia darà l’opportunità di creare posti di lavoro per la nostra gente, compresi i rifugiati che torneranno dall’estero”, ha aggiunto il primo ministro somalo.

Il Rappresentante dell’UNIDO ha sottolineato come ai lavori avessero partecipato 150 giovani somali che avevano terminato i corsi di formazione tecnica forniti dal progetto, secondo la comprovata metodologia “Learning by the Job” impiegata fin dall’inizio nei programmi finanziati in Somalia dalla Cooperazione italiana.

Il Direttore Guglielmo Giordano ha sottolineato come questo risultato testimoni degli eccellenti risultati ottenibili quando le diverse agenzie delle Nazioni Unite lavorano in sinergia. Ha inoltre ricordato come negli anni ‘70 la Somalia avesse una delle più avanzate leggi sul lavoro dell’Africa, e come questa riabilitazione abbia un carattere emblematico nel ridare ai funzionari ed agli impiegati un luogo di lavoro che renda ragione alla dignità dell’incessante lavoro svolto finora per riportare la Somalia ai livelli occupazionali e produttivi di prima del conflitto.

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