Lo sviluppo in Somalia viene dal cuore e passa per la diaspora – Progetto MIDA

Mogadiscio, Marzo 2021. Molte parti del continente africano sono attualmente colpite da una carenza di risorse umane qualificate. La partenza su larga scala di dirigenti e laureati ha contribuito a questa carenza. Migliaia di professionisti africani come medici, infermieri, contabili, ingegneri, manager, insegnanti, ecc. lasciano l’Africa ogni anno. La ragione principale della loro partenza è quella di migliorare le loro condizioni di vita, o proseguendo gli studi o cercando lavori meglio pagati. Altri partono per fuggire dall’insicurezza e/o da condizioni politiche e socio-economiche instabili. La conseguente fuga di cervelli aumenta la dipendenza delle economie africane costringendole a ricorrere a costose competenze straniere in molti settori, il che a sua volta crea un circolo vizioso sempre più ampio.

“Migration for Development in Africa” (Mida) è un programma di capacity-building, che aiuta a mobilitare le competenze acquisite dai cittadini africani all’estero a beneficio dello sviluppo dell’Africa. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) ha lanciato questo programma per rafforzare i suoi sforzi di capacity-building nell’assistere i Paesi africani a beneficiare dell’investimento che hanno fatto nei loro cittadini. Attraverso il suo approccio basato sulla mobilità, Mida mira ad aiutare i cittadini africani a contribuire direttamente allo sviluppo dei loro paesi d’origine. L’Organizzazione per l’Unità Africana (Oua) ha approvato il programma MIDA nel 2001.

Su questo tema, leggi il nuovo contributo della sede AICS di Mogadiscio a Oltremare, la Rivista ufficiale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – ‘Lo sviluppo in Somalia viene dal cuore e passa per la diaspora’, e scarica il photobook del progetto.

Mogadiscio – Consegnata l’attrezzatura per il test COVID-19 donata dall’Italia

Mogadiscio, 8 Aprile 2020. E' arrivata oggi a Mogadiscio, grazie ad un trasporto aereo organizzato dal Programma Alimentare Mondiale, l'attezzatura di laboratorio necessaria per poter effettuate il test del Coronavirus COVID-19.

L'attrezzatura, acquistata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità grazie ad un contributo italiano di emergenza, è stata consegnata al Ministero Somalo della Sanità per poter essere installata nel laboratorio centrale di sanita' pubblica a Mogadiscio.

Si tratta di un macchinario RT-PCR per i test, nonche' dei necessari kit e attrezzature, che permetteranno di effettuare dai 50 ai 100 test al giorno.

L'arrivo del dispositivo a Mogadiscio appare particolarmente tempestivo, visto che i casi di Coronavirus in Somalia continuano a diffondersi, e si e' gia' registrata la prima vittima da COVID-19.

L'Italia, pur essendo uno dei paesi più colpiti dal Coronavirus, dimostra ancora una volta la propria solidarieta' internazionale, essendo il primo paese a offrire assistenza medica concreta al governo somalo in questi tempi di crisi.

Mogadiscio: cerimonia di riapertura della sede del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali

Si è svolta lo scorso 25 Febbraio a Mogadiscio la cerimonia di riapertura della sede del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali, alla presenza del titolare del dicastero, del Primo Ministro della Somalia, del titolare della sede AICS di Mogadiscio Guglielmo Giordano, oltre alla Vice Rappresentante della Delegazione dell’Unione Europea, all’Ambasciatore svedese, ai rappresentanti di varie agenzie delle Nazioni Unite, e altri funzionari governativi Somali. La cerimonia ha segnato il completamento dei lavori di ristrutturazione e di allestimento funzionale del Ministero, resosi necessari dopo l’esplosione di una auto bomba nei suoi pressi a Marzo 2019 che ne aveva non solo danneggiato la struttura e le suppellettili ma anche provocato diversi morti, tra cui lo stesso Vice Ministro del Lavoro. L’Italia ha contribuito ai lavori di ristrutturazione tramite un progetto affidato a UNIDO (esempio seguito anche dalla cooperazione svedese, per una piccola quota parte dei lavori), così come la fornitura delle attrezzature di ufficio sono state rese possibili grazie al programma congiunto UNICEF e PAM sulla protezione sociale finanziato in esclusiva dall’Italia.

Questo contributo italiano si deve considerare quindi come inserito nel quadro più ampio di supporto al rafforzamento delle capacità del Ministero del Lavoro già in corso da qualche anno. Tale programma ha portato lo scorso anno come risultato più evidente alla promulgazione della Legge di Protezione Sociale, che rientrava tra le priorità previste nella prima fase dell’iniziativa finanziata dalla Cooperazione italiana in merito alla promozione della Protezione Sociale in Somalia, realizzata congiuntamente da UNICEF e PAM. È attualmente in corso la seconda fase del suddetto programma, sempre finanziato dall’Italia a favore di UNICEF e PAM, che mira alla messa in opera della suddetta legge. L’assistenza sociale prevista dalla normativa è, da qualche mese, messa in atto dalla Banca Mondiale, per quanto riguarda le zone rurali (65 MUSD in 4 anni), mentre per le aree urbane l’assistenza sarà fornita grazie ad un considerevole finanziamento dell’Unione Europea (28MEuro in 3 anni).

Il primo ministro Hassan Ali Khayre ha elogiato gli sforzi del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali per la ricostruzione. “Il settantacinque percento della nostra popolazione è giovane e disoccupata, il che spiega l’importanza di questo Ministero. La cancellazione del debito della Somalia darà l’opportunità di creare posti di lavoro per la nostra gente, compresi i rifugiati che torneranno dall’estero”, ha aggiunto il primo ministro somalo.

Il Rappresentante dell’UNIDO ha sottolineato come ai lavori avessero partecipato 150 giovani somali che avevano terminato i corsi di formazione tecnica forniti dal progetto, secondo la comprovata metodologia “Learning by the Job” impiegata fin dall’inizio nei programmi finanziati in Somalia dalla Cooperazione italiana.

Il Direttore Guglielmo Giordano ha sottolineato come questo risultato testimoni degli eccellenti risultati ottenibili quando le diverse agenzie delle Nazioni Unite lavorano in sinergia. Ha inoltre ricordato come negli anni ‘70 la Somalia avesse una delle più avanzate leggi sul lavoro dell’Africa, e come questa riabilitazione abbia un carattere emblematico nel ridare ai funzionari ed agli impiegati un luogo di lavoro che renda ragione alla dignità dell’incessante lavoro svolto finora per riportare la Somalia ai livelli occupazionali e produttivi di prima del conflitto.